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Strumenti digitali di didattica a distanza per DSA e BES

Come favorire l’inclusione e trovare soluzioni creative con strumenti digitali per DSA e BES.

Le metodologie didattica legate alla DaD e alla DDI hanno dovuto fronteggiare difficoltà strutturali e di apprendimento. Quando poi la scuola ha il compito di prendersi cura di studenti e studentesse con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e bisogni educativi speciali (BES), le cose si complicano ancora di più.
Per favorire l’inclusione, sviluppare metodologie didattiche inclusive e di sostegno, abbiamo raccolto in questo articolo alcuni degli strumenti digitali adatti per DSA e BES.
Nella complessità della situazione che la scuola vive sono tante le esperienze, i progetti e le opportunità che hanno reso la Didattica Digitale Integrata vincente. Noi di Idee per la scuola abbiamo dato voce a tante testimonianze che lo dimostrano: in questo articolo abbiamo raccolto quelle legate all’inclusione e al sostengo.

Disturbi dell’Apprendimento Specifico e Bisogni Educativi Speciali: significato e differenze

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento, conosciuti anche come DSA, riguardano i processi di apprendimento specifici. Vengono distinti in base alle capacità coinvolte e sono:
  • La dislessia, che riguarda la capacità di lettura.
  • La disgrafia e la disortografia, che indicano le difficoltà nella scrittura.
  • La discalculia che, invece, ha a che fare con i numeri e le capacità di calcolo.
I DSA hanno un’origine neurobiologica, ma non sono patologie. Essendo di matrice evolutiva implicano ritmi e modalità differenti nel processo di apprendimento. Con l’acronimo BES, Bisogni Educativi Speciali, si intendono studenti e studentesse che hanno disturbi evolutivi specifici (DSA, ADHD, deficit dell’attenzione e iperattività), disabilità motorie e cognitive, disturbi legati a fattori socio-economici, linguistici e culturali. Per queste situazioni, le norme ministeriali prevedono la creazione e lo sviluppo di un piano educativo individualizzato (PEI): ciò significa che il corpo docente deve prevedere metodi, tempi e compiti adatti all’alunno o all’alunna, sulla base delle capacità e del disturbo certificato. Tuttavia, il PEI da solo non è sufficiente: bisogna che la scuola preveda una didattica inclusiva in generale, che coinvolga le classi intere e non solo chi riscontra difficoltà. La didattica a distanza può essere uno scoglio difficile da affrontare in questo senso, ma, in realtà gli strumenti che il mondo digitale mette a disposizione possono rivelarsi centrali nel processo di sviluppo e di inclusione della didattica.
Gli strumenti che il mondo digitale mette a disposizione possono rivelarsi centrali nel processo di sviluppo e di inclusione della didattica.

Perché la didattica a distanza può diventare inclusiva

Nonostante le nuove generazioni si destreggino tra gli strumenti del digitale e con internet in modo naturale, quando si tratta di scuola le cose cambiano. Docenti e insegnanti, infatti, hanno dovuto rimodulare i metodi e le attività in funzione di tempi e strumenti diversi, per poter favorire studenti e studentesse.

Sulla base di quanto riscontrato nell’ultimo anno, la didattica a distanza può diventare inclusiva nel momento in cui:

  • gli insegnanti si mettono in condizione di apprendere e comprendere esigenze e interessi degli alunni, per modulare l’offerta formativa e le modalità di insegnamento. Così facendo è possibile sfruttare appieno il digitale e stimolare competenze diverse nello stesso momento.
  • Utilizzando gli strumenti del digitale in modo consapevole e creativo studenti e studentesse con Bisogni Educativi Speciali e Disturbi dell’Apprendimento Specifico possono trovare una dimensione diversa in cui imparare, allontanando il disagio del sentirsi persone diverse dal resto della classe. Allo stesso tempo, grazie a strumenti di supporto è possibile compensare le lacune e le difficoltà nello svolgere determinati compiti o esercizi.

Pur tenendo conto di questi due punti, rimangono tante criticità. È importante saper analizzare le problematiche e le strategie vincenti per poter migliorare in modo continuo la didattica. Per questo, abbiamo selezionato alcuni degli strumenti digitali che possono essere utili nella didattica quotidiana.

Metodologie e strumenti della didattica inclusiva per DSA e BES

Gli strumenti disponibili online sono tantissimi e non tutti gratuiti. Quelli proposti in questo elenco sono solo alcuni tra i più diffusi.

  • Onenote: è lo strumento di lettura immersiva con supporti vocali e visivi creato da Microsoft. Può essere integrato in modo semplice e intuitivo su Teams. La peculiarità di questo strumento è la possibilità di inserire un testo, differenziando per colore ogni elemento grammaticale. Inoltre, ad ogni parola è possibile associare o in modo automatico o manualmente disegni che ne esplichino il significato e un audio che specifichi la pronuncia.
  • Popplet: l’app web per creare mappe concettuali. Popplet è un sito semplice, con un’interfaccia semplice da utilizzare. È stato provato che le mappe concettuali e le mappe mentali favoriscono la memoria e quindi l’apprendimento soprattutto per studenti e studentesse con BES. Per approfondire questo strumento, ti consigliamo di leggere l’articolo dedicato a Popplet sul nostro blog.
  • Leggixme: è un software gratuito che supporta lo studio con l’aiuto della sintesi vocale. Il software funziona solo con il sistema operativo Windows e comprende diversi programmi, legati a differenti competenze da sviluppare: leggere, scrivere, studiare. Una volta installato il software è possibile far leggere un qualsiasi testo presente sul PC, scrivere con il supporto di un correttore parlante, oppure studiare su libri in formato digitale.
  • Liveworksheet: è un sito che permette di trasformare file doc, pdf e jpg in schede interattive online con sistema di auto-correzione. Grazie a questo programma è possibile compilare i fogli di lavoro online e poi inviarli al docente in formato digitale. Questo comporta un risparmio di tempo ed energie, oltre che rendere gli esercizi interattivi, poiché è possibile inserire suoni, video, esercizi con domande a scelta multipla, con frecce e trascinamento.
  • PDF-XChange Editor: è un visualizzatore e editor di PDF che permette di modificare file PDF, compilare fogli di esercizi, aggiungere firme e commenti. Nella versione gratuita fornisce tutti questi servizi, ma per togliere logo e filigrana al file compilato è necessario acquistare la versione a pagamento.
È importante saper analizzare le problematiche e le strategie vincenti per poter migliorare in modo continuo la didattica, rendendola sempre di più inclusiva.

Esempi ed esperienze di didattica per DSA

Nel nostro blog abbiamo raccontato alcune esperienze di didattica a distanza inclusiva.
Mantenere l’equilibrio giusto tra relazione e didattica per un alunno con disturbo dello spettro autistico non è semplice. Ogni esperienza e ogni persona è un caso a sé. Per il suo alunno F., la professoressa Adele De Stefano, ha ideato la classe arcobaleno: uno spazio didattico in cui poter seguire F. e, di volta, in volta, favorire l’inclusione con il resto della classe.

L’articolo dedicato è: “La classe arcobaleno per aiutare a distanza un bambino autistico”.

La storia di Giovanni, un altro bambino autistico è, se vogliamo, ancora più creativa. Il suo insegnante di sostegno, Francesco, ha impostato la DaD in modo graduale, guidando il processo in modo da favorire la concentrazione e crescita. Per farlo, ha sfruttato la passione di Giovanni: i Pokémon!
Per conoscere l’esperienza dei giochi di ruolo usati come strumento didattico leggi l’articolo: “I pokémon aiutano un bambino autistico nella DaD”.

Per studenti e studentesse con DSA e BES una delle difficoltà più grandi è mantenere la concentrazione e il ritmo durante le lezioni. Spesso infatti hanno bisogno di tempi e spazi diversi o privati dove possano esprimersi in modo libero e graduale. Per favorire l’apprendimento di Ettore, Tiziana Gonciatori ha usato la didattica laboratoriale, animando le lezioni e rendendole il più possibile concrete.
Leggi la storia su come “Reinventarsi con la DaD aiutando un bambino autistico e disprassico”.

Tutte le storie presenti e future dedicate alla didattica per DSA e BES sono disponibili nella categoria sostegno del nostro blog.
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Di Marcella Peverini