Giulia Detomati InVento Lab

La scuola del futuro è sostenibile: InVento Lab ci racconta come

InVento Innovation Lab è un’impresa sociale che nasce per portare un vento di cambiamento, attraverso l'educazione alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Ci racconta il suo lavoro e i suoi valori la CEO Giulia Detomati.

“La nostra realtà è particolarmente attenta alle tematiche ambientali. I cambiamenti ambientali stanno accelerando tantissimo, pensiamo all’aumento dei rifiuti, il surriscaldamento globale. L’unico modo per affrontare questo cambiamento è coinvolgere le nuove generazioni“ .
Inizia così l’intervista a Giulia Detomani che, anche attraverso un telefono, mentre parla del suo lavoro trasmette energia e solarità.
Tra gli obiettivi di InVento Lab c’è quello di creare un collegamento tra la scuola e le aziende definite B Corp, per discutere di  temi come l’imprenditorialità e la sostenibilità ambientale, attraverso un percorso di alternanza scuola lavoro che prende il nome di B Corp School.

La B Corp School: quando il business diventa sostenibile

Chiediamo a Giulia cosa sono esattamente le aziende B Corp: “Le aziende B Corp utilizzano il business come forza positiva, non si occupano solo del profitto ma danno valore al territorio e alla comunità, in un’ottica di miglioramento globale”.
Per diventare un’azienda B Corp è necessaria una certificazione data dal B-Lab, un ente esterno no profit che valuta le performance dell’azienda in termini di impatto positivo verso i propri dipendenti, la comunità in cui lavora e l’ambiente. 
Giulia ci racconta il collegamento tra le scuole e le aziende B Corp:
“InVento lab ha creato una community di aziende B Corp che collaborano con la scuola, utilizzando il loro modello di impresa e le loro best practice.  
Il metodo della B Corp School non è quello classico dell’educazione ambientale. Vogliamo che nei ragazzi si attivi una consapevolezza a partire dal territorio, dalla propria realtà locale. Il cambiamento deve essere prima di tutto un cambiamento interiore”.

 

Competition B Corp School: le idee e le proposte dei ragazzi

Ogni anno le startup e i progetti della B Corp School sono innovativi e originali. Un esempio è quello dei ragazzi del Liceo Marconi di Parma, che hanno inventato una capsula idrosolubile di shampoo, per eliminare il problema dei rifiuti in eccesso dell’azienda cosmetica con la quale hanno collaborato.
Gli studenti del Liceo Ulivi di Parma sono invece diventati la prima scuola nel nord Italia plastic free, eliminando le bottiglie di plastica e fornendo a tutti gli studenti una borraccia personalizzata con il logo della scuola, da riempire in appositi distributori di acqua di rete pubblica, installati nei locali dell’istituto. 

Giulia ci tiene a specificare: 
“La particolarità di questi progetti è che possono essere scalabili e replicabili. Il progetto della scuola plastic free per esempio, è diventato un vero protocollo in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente.  I ragazzi infatti, vanno a presentarlo nelle altre scuole, per essere di ispirazione e aiuto”.

Il metodo InVento Lab

“Anche con la DaD abbiamo lavorato bene, avevamo già una base a livello digitale e quando c’è stato il primo lockdown abbiamo deciso di riadattare tutte le metodologie. Siamo riusciti dunque a concludere tutti i progetti. Noi utilizziamo una metodologia che evita agli studenti di restare troppe ore davanti al pc”, ci spiega Giulia che continua: “Lo chiamiamo metodo onlife: pochi collegamenti corali, con un impatto estremamente ispirazionale ed emotivo, si alternano a workshop che coinvolgono piccoli gruppi accompagnati sempre dai mentor o dagli insegnanti”.

I feedback: la risorsa più importante

La grande differenza del metodo InVento è il costante monitoraggio del lavoro svolto, in termini di benessere e soddisfazione di studenti e insegnati. Dopo ogni sessione infatti, viene fatto compilare un questionario come feedback.
“I criteri di valutazione sono molto stringenti, ci siamo dati una soglia di soddisfazione del 90%, sotto la quale il progetto viene ridiscusso da un team creativo, risolvendo le eventuali criticità”, sottolinea Giulia.

Il gran finale: la changemaker competition

Alla conclusione di ogni progetto segue un evento. Durante la cosiddetta competition online vengono presentati tutti i progetti davanti a una giuria tecnica, attraverso una serie di brevi pitch.
Agli eventi partecipano anche ex alunni della B Corp School per raccontare cosa ha significato per loro questo percorso e i risultati ottenuti.
Ecco come Giulia, in poche parole, ci racconta con entusiasmo il senso del loro lavoro.
“Quello che vogliamo insegnare è puntare a valori molto alti a partire da se stessi. I ragazzi si mettono molto in gioco, trovano la loro collocazione nel progetto, hanno modo di scoprire i propri talentiSi tratta di veri e propri progetti di comunità, che coinvolgono associazioni locali, comuni, aziende del territorio. Da un’idea si sviluppa un percorso collettivo. Ci poniamo obiettivi molto ambiziosi ma con risultati reali e misurabili”. 

La scuola del futuro: sostenibilità e pluralità

Abbiamo infine chiesto a Giulia come immagina la scuola del futuro: “La scuola del futuro la vedo come una pluralità di esperienze, che è quello che arricchisce il mondo e mi auguro diventi sempre più sostenibile e attenta all’ambiente”.
Attualmente i temi ambientali rientrano nell’ insegnamento dell’educazione civica. Spesso si tratta di un’approccio teorico a discrezione dell’insegnante.

Giulia poi conclude: “Ci auguriamo che i temi ambientali non siano affrontati solo teoricamente ma con un approccio sistemico che coinvolga la scuola, il territorio e la comunità”.
Noi di Idee per la scuola ci auguriamo che la scuola sappia cogliere questa occasione, i ragazzi sono già all’opera.

Di Chiara De Filippo