Paolo Boschi lettere

Libri fantastici e dove trovarli: la DaD come stimolo alla lettura

Creare un ponte per comunicare con i propri allievi, anche a distanza. Questo l’obiettivo di Paolo Boschi, che ci racconta la sua idea per avvicinarli alla lettura coinvolgendo tutti gli studenti, compresi quelli con disturbi dell'apprendimento.

Come ricreare lo spirito di condivisione della classe e tenere alta l’attenzione durante una lezione, anche a distanza? Paolo Boschi ci racconta qui sul blog di Idee per la scuola il suo approccio multimodale, per una didattica digitale integrata in grado di stimolare la passione per la lettura. Ecco come ha fatto in questa intervista.

Come hai affrontato la didattica a distanza con i tuoi allievi?

“Ho cercato di implementare in digitale il metodo che ho sempre utilizzato dal vivo, più laboratoriale e multimodale, per esempio con il supporto della LIM. Una volta scoperte le potenzialità di Google Classroom, si è aperto un mondo di opportunità per poter interagire con gli allievi. Ho trasposto in digitale tutto ciò che facevamo in aula, in ogni attività: coinvolgendo i ragazzi uno ad uno nella correzione di esercizi, ma anche spiegando con l’apporto dei video didattici e degli e-book. Sicuramente, con la DaD viene a mancare l’empatia e l’interazione diretta, ma i tanti strumenti a disposizione sono risultati davvero un valido supporto”.

Quali strumenti hai scelto per stimolare l’interesse e rendere la DaD più interattiva?

“Proprio durante i primi giorni di didattica a distanza, ho ripristinato il canale YouTube che avevo aperto qualche anno fa, per poter proporre iniziative che svolgevamo in presenza, ma con chiavi di lettura diverse. Per esempio, la presentazione settimanale di un libro è diventato un pretesto per realizzare un video dedicato interamente a una proposta di lettura. Ogni attività online è stata integrata agli strumenti che utilizziamo quotidianamente, come il registro elettronico nel quale inserisco il link dei video pubblicati su YouTube“. 

Perché hai puntato soprattutto sui video per le lezioni a distanza?

“Il formato video è risultato particolarmente congeniale in tutto il periodo di formazione a distanza, ma soprattutto in una prima fase. Il canale YouTube mi ha permesso di restare in contatto con i ragazzi e stimolarli, prima ancora che potessimo individuare un metodo efficace per organizzare la DaD. Dopo i primi tentativi, è diventato uno dei formati integrati ad altri strumenti digitali, utilizzati per proporre un contenuto con modalità diverse. Questo approccio mi ha permesso di catturare l’attenzione dei miei studenti in ogni momento”.

Ogni video è un invito alla lettura, che è l’obiettivo principale di ogni sforzo creativo, in presenza e in digitale.

Hai trovato quindi una chiave di lettura originale per proporre in digitale le attività che svolgevi in presenza. Come è nata l’idea?

“Ho sempre creduto molto nel potere della lettura, anche come stimolo per la scrittura. Per questo, fin dai primi anni della mia carriera da insegnante, ho sempre proposto un’ora di narrativa per leggere un libro insieme ai miei studenti. La lettura corale incentiva l’empatia e rende la lettura stessa un fatto sociale e condiviso. Per esempio, un classico come Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain è il libro ideale per fare innamorare un undicenne della lettura.
Instillare l’amore per i libri è possibile anche in digitale, per questo ho iniziato a presentare una serie di attività diverse agli allievi: ho iniziato a inserire “una coda” alla lettura di un capitolo del libro, durante una breve presentazione del titolo. Lo schema è semplice: mostro il libro, presento l’autore e faccio qualche accenno al genere, poi leggo un passo scelto, catturo la loro attenzione, faccio crescere la
suspense e… improvvisamente, chiudo il libro, nonostante le proteste degli alunni.
Il mio obiettivo? Stuzzicare la curiosità, creare la voglia di leggere, che può trovare sfogo solo nella lettura del libro, per scoprire come continua la storia. In presenza, questa attività è stata accompagnata da un elenco appeso in aula con le relative schedature bibliografiche dei libri presentati. Se scelti bene, possono rendere qualche alunno un vero lettore”. 

Gli strumenti digitali possono davvero incentivare alla lettura? Come hai sviluppato la tua idea?

“Dopo aver registrato i primi video, ho notato che i ragazzi apprezzavano la proposta ed era diventato un momento di condivisione utile per alleviare la situazione claustrofobica del lockdown. Ho deciso quindi di continuare sistematicamente a spiegare tutto il programma di antologia, narrativa e storia letteraria tramite i video, creando un canale tematico. Nella descrizione di ogni video pubblicato, procedo sempre all’inserimento del link al mio blog di narrativa. In questo modo, gli allievi possono leggere anche la recensione dei libri di narrativa per ragazzi che propongo: è un modo per stimolare anche loro a mettersi alla prova e capire come scrivere una recensione.
Ogni video è strutturato in modo diverso: per esempio, per la lettura di
“Eveline” di Joyce, una storia ambientata a Dublino, ho inserito una foto del Liffey. Un semplice sfondo tematico diventa uno stimolo per immergersi nella lettura, catturare l’attenzione e stimolare la curiosità. Successivamente, tutto è implementato con Classroom, attraverso la condivisione dei link ai video e alle recensioni sul blog, arricchite da esercizi e schede”. 

Libri fantastici e dove trovarli: la Didattica Digitale Integrata come stimolo alla lettura

Qual è stata la reazione degli studenti a queste iniziative?

“Grazie a queste attività, sono riuscito a creare davvero una connessione con gli alunni. In particolare, sono rimasto particolarmente sorpreso dal coinvolgimento di un alunno con disturbi dell’apprendimento (DSA) che, prima di utilizzare questi strumenti digitali, non ero mai riuscito a stimolare per davvero. Per catturare l’attenzione degli studenti, infatti, ho proposto anche letture pertinenti al momento storico che stiamo vivendo, proponendo titoli come il Decameron. Un giorno, questo studente mi ha chiesto se avrei pubblicato altri video sulle novelle di Boccaccio e questo interesse mi ha dato uno stimolo ulteriore nel continuare a registrare video. I video hanno creato anche momenti di leggerezza, infatti alcuni allievi di seconda si divertono a darmi consigli per incrementare il numero di follower e like, con l’obiettivo di farmi diventare un vero youtuber“. 

Come è cambiato l’approccio alla DaD con questa idea e quale "lezione" hai imparato sviluppando questo progetto?

“A distanza cambia la prospettiva, in classe puoi quasi avvertire il ritmo dei ragazzi e capire quando la loro attenzione cala. Anche se sono riuscito a creare un archivio consistente delle mie lezioni letterarie, sono consapevole che questi video non possano sostituire alcuni contenuti didattici e difficilmente possono essere riproposti in altre materie. La didattica digitale, però, risulta particolarmente utile anche per gli studenti con dinamiche di apprendimento specifiche. Con l’utilizzo di un video, per esempio, possono recuperare alcuni argomenti con un click. Un’altra magia resa possibile dal web è che questi contenuti condivisi online possono risultare utili anche a chi non fa parte delle mie classi. Mi piace molto l’idea che un qualsiasi altro studente possa trovare contributi video utili sul mio canale. In fondo, abbiamo portato online tutto quello che succede tra i banchi di scuola. Ogni video è un invito alla lettura, che è l’obiettivo principale di ogni sforzo creativo, in presenza e in digitale. Vorrei implementare anche dal vivo questa sistemazione del sapere, attraverso diversi formati e canali, per fornire continui stimoli agli studenti e rendere ancora più coinvolgenti le lezioni”.

Di Gabriella Conte