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Una “bolla” contro il Covid: il convitto continuativo di un istituto alberghiero

Il Cfpa di Casargo ha trovato il modo di garantire l’eccellenza formativa e ridurre al minimo il pericolo di contagio e diffusione del covid, attraverso il progetto del convitto continuativo.

Il Centro di Formazione Professionale Alberghiero non è un istituto scolastico come gli altri e noi di Idee per la scuola, abbiamo avuto modo di scoprirlo parlando con il direttore Marco Cimino. Quello che lo rende unico è infatti una visione aziendale con un’ anima familiare, un luogo dove le regole funzionano perché condivise e i successi sono il frutto di un impegno comune.

L’istituto Alberghiero è strutturato da sempre come un convitto e ospita circa 200 studenti che, vivono all’interno della scuola, dal lunedì al venerdì. L’idea di organizzare un convitto continuativo é stato dunque un passo proporzionato, reso possibile dalle caratteristiche dell’Istituto .
La differenza quest’anno l’ha fatta la pandemia, da qui l’opportunità di creare “una bolla”, il più sicura possibile per i ragazzi e tutti gli operatori della scuola.
Il direttore in particolare, in collaborazione con le famiglie e i docenti, ha deciso di organizzare una permanenza continuativa di 3 settimane, dal 30 novembre al 19 dicembre, periodo nel quale i ragazzi hanno vissuto dentro la scuola, senza avere contatti con l’esterno.
In questo modo è stato possibile realizzare una vera e propria immersione nella didattica, riducendo al minimo la possibilità dei contagi.

Com’è organizzato il convitto continuativo

L’idea del convitto continuativo è nata a settembre, quando i dati sui contagi da Coronavirus hanno ripreso a farsi preoccupanti. Fino a metà ottobre è stata garantita la normale didattica in presenza e da novembre, quando si sono resi disponibili i tamponi rapidi, l’istituto ha stipulato un accordo con un laboratorio per l’effettuazione dei test. Per partecipare al convitto continuativo i ragazzi si sono presentati lunedì 30 novembre e sottoposti al tampone rapido. Una volta risultati negativi sono rimasti a scuola per l’intero periodo indicato, continuando a rispettare tutte le norme anti Covid, come l’uso della mascherina e il distanziamento. Nella scuola inoltre, già da giugno, sono stati organizzati percorsi e ingressi differenziati,  la divisione degli spazi comuni e della zona mensa, per poter garantire la tracciabilità in ogni momento. Per il direttore Cimino, il segreto del successo di questa iniziativa è tutto nella collaborazione e nella fiducia tra le parti coinvolte. Da sempre la scuola è particolarmente aperta al dialogo con le famiglie, per esempio attraverso i consigli di classe aperti ai genitori. Prima di lanciare questo progetto è stata inviata alle famiglie un’informativa. Il riscontro è stato subito positivo e l’adesione è stata dell’85%.

La particolarità della formazione del Cfpa di Casargo risiede nell’integrazione delle diverse forme di didattica, per non lasciare indietro nessuno. Può infatti capitare che un insegnante svolga la stessa lezione contemporaneamente con: metà classe in presenza, l’altra metà collegata con i tablet in un’aula vicina e infine con alcuni studenti collegati online da casa. In particolare le lezioni dell’area culturale e teorica vengono svolte su Google Meet, mentre le lezioni di laboratorio sono fruibili attraverso il canale You Tube dedicato.

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Il Cfpa è, a nostro avviso, la dimostrazione che le nuove generazioni non sono così irresponsabili e superficiali, come a volte vengono rappresentate. I ragazzi hanno dimostrato il contrario, spesso fugando i dubbi dei genitori stessi e diventando veri e propri ambasciatori della scuola, con grande orgoglio di tutti.

In un momento difficile, i ragazzi hanno dimostrato un grande scatto di maturità, il nostro obiettivo non è solo formare alle competenze ma crescere cittadini del mondo.

Autore: Chiara De Filippo