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Un’app per prepararsi all’esame di maturità, anche in DaD

Un'app può aiutare a prepararsi all'esame di stato? Lo scopriamo in questa intervista alla professoressa Fatima Tunnera.

La storia dell’arte si ripassa anche grazie ad un’app che permette di avere testi, immagini e quesiti sempre a disposizione. Approfondiamo il tutto con la professoressa che l’ha sperimentato con la sua classe. Cosa ha fatto in particolare? Ha invitato i suoi studenti a scaricare un’app per prepararsi meglio all’esame di stato, ma anche per ripassare durante tutto l’anno.  In un anno particolare come questo 2020, i professori devono rassicurare gli alunni sul fatto che, anche se in DaD, arriveranno all’appuntamento di giugno preparati proprio come gli studenti di due anni fa. Al contrario di quanto accaduto lo scorso anno, infatti, con ogni probabilità affronteranno un esame di Stato composto da scritti e orali, come accadeva prima del Covid-19. Ecco come la professoressa Fatima Tunnera, che insegna Storia dell’arte al Liceo Classico Maria Luigia di Parma, ci racconta la sua esperienza con quest’app e come in concreto ha aiutato e può continuare ad aiutare i ragazzi.

Come può un'app aiutare gli studenti a prepararsi per l’esame di maturità?

“L’app è nata per offrire mini lezioni e riassunti degli argomenti trattati durante l’ultimo anno del liceo.  Una sorta di Bignami del 2020 la potremmo definire, con in più la facilità e la velocità di consultazione propria della tecnologia. Tutto è più veloce e più interattivo, e – cosa di fondamentale importanza per la materia che insegno – sempre con delle immagini a disposizione.”

Può essere utilizzata solo dai liceali? Ed è utile solo per la maturità?

“L’app è pensata e sviluppata per i ragazzi del liceo ma, selezionando le mini lezioni, può essere di aiuto per tutti. È pensata per l’esame di stato, ma io la consiglio anche per un ripasso a fine modulo, per preparare i compiti in classe o le interrogazioni.
Le mini lezioni dell’app possono essere molti utili nel momento della ripetizione, quando a giugno si ripassa quanto è stato fatto durante l’anno. Se un ragazzo ha studiato, quando legge le mini lezioni, che sono veramente molto sintetiche, riporta alla memoria tutti i concetti precedentemente appresi e può ripassare velocemente e con profitto.”

Sono i professori a doversi adeguare al nuovo linguaggio dei giovani.

Com’è stata accolta l’idea dagli studenti?

“Benissimo. Loro sono nativi digitali e non hanno alcun problema a imparare ad utilizzare una nuova app. Stranamente, ho notato una maggior difficoltà con il computer rispetto all’uso del cellulare. Ad esempio, alcuni non sanno utilizzare bene le e-mail, molti preferiscono mandarmi una immagine scattata col cellulare piuttosto che un testo in word. Tuttavia, con le app nessuno ha problemi!
Sicuramente proporre un’app non è come proporre di prendere in mano l’enciclopedia.”

Quali sono i vantaggi dell’uso del cellulare nello studio di una materia come la tua?

“Avere subito a disposizione testo più immagine è un enorme vantaggio. I quesiti, poi, sono strutturati per offrire una spiegazione dopo la risposta. Sia che l’alunno risponda correttamente, sia che sbagli, ha la possibilità di accedere a una spiegazione della risposta corretta, che può essere un ulteriore approfondimento alla lezione. Chi sbaglia e legge la motivazione della risposta corretta poi la ricorda meglio. Un’altra cosa positiva è che i quesiti possono essere fatti e rifatti, per allenarsi e verificare i propri progressi nello studio. Le lezioni vengono lette, poi si osserva l’immagine, quindi si risponde ai quesiti proposti. Nel caso di errore, si può rifare tutto fino a quando non si è sicuri di aver capito.”
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Potrebbe essere uno strumento da utilizzare anche in presenza?

“Sicuramente. In classe abbiamo la LIM che è uno strumento molto utile soprattutto per una materia come la mia, in cui è fondamentale poter osservare le immagini. Utilizzare l’app Esame di Maturità in classe, collegandola alla LIM, potrebbe anche rendere divertente e stimolante la risposta ai vari quesiti come lavoro di gruppo in classe.”

A che periodo risalgono l'app e il suo utilizzo tra gli studenti?

“L’app è stata pubblicata durante il primo lockdown. Tuttavia resta valida, anzi credo che quest’anno sarà ancora più utile, dato che probabilmente l’esame di stato tornerà ad essere quello che era due anni fa. Le semplificazioni dello scorso anno, dovute all’emergenza sanitaria, hanno in parte ridimensionato anche l’impegno degli studenti. L’anno scorso, in alcuni casi, l’attenzione degli studenti è andata calando verso la fine dell’anno. Quest’anno credo proprio che non sarà così.”

Cosa hai potuto imparare da questa esperienza?

“Durante la prima DaD, quella della passata primavera, ho potuto verificare che la classica lezione frontale non funziona.
Sono i professori a doversi adeguare al nuovo linguaggio dei giovani, osservando ciò che loro usano. Per esempio, capire che usano il cellulare, ma non il computer. Un’app per loro è più familiare di un sito internet.”

Autore: Eleonora Bravo