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DaD sì o no? La parola a docenti, e non, nel nostro sondaggio con Gimmelike [infografica]

A rispondere più di 1700 persone da tutta Italia che hanno dato il loro parere sulla didattica a distanza in tempi di pandemia ma anche per il prossimo futuro.

Didattica a distanza sì o no? Se leggi il blog di Idee per la scuola saprai già che siamo a favore di una formazione che coinvolga e renda partecipi gli studenti di tutte le età e gli ordini e gradi di scuola. E questo in particolare se attraverso uno schermo. 
Ma stavolta abbiamo preferito chiedere cosa ne pensa della DaD a chi con la didattica a distanza ha avuto o ha a che fare ogni giorno: insegnanti ovviamente, ma anche a chi fa un lavoro diverso. Visto che la scuola riguarda non solo docenti e allievi, ma anche i genitori e in generale tutta la società.

Il sondaggio di Idee per la scuola e Gimmelike

E per farlo abbiamo realizzato un sondaggio insieme a Gimmelike, startup che si occupa di ricerche di mercato in tempo reale.
Abbiamo cercato di andare oltre le solite domande che riguardano gli schieramenti pro e contro la DaD e di capire quali media sono stati utilizzati per fare didattica, se lo schermo ha migliorato il rapporto tra docenti e allievi e tanto altro ancora che potrai scoprire nell’articolo.

A rispondere al sondaggio attraverso l’app di Gimmelike, disponibile per iOS e Android, sono state più di 1700 persone da tutta Italia con picchi in particolare al Nord Ovest e al Centro.
Di queste l’8% è costituito da docenti, il resto, ossia il 92%, invece non lo è. Vediamo cosa ci hanno detto.

La DaD? Utile se con una preparazione adeguata

La prima domanda ha riguardato ovviamente il grado di soddisfazione. Quanto a chi è insegnante, il 36% ha ritenuto la DaD abbastanza soddisfacente mentre per il 33% lo è stata poco.
Per gli altri, ossia i non docenti, il 31% la ritiene utile solo con un’adeguata preparazione di insegnanti e studenti, per il 30% lo è solo per il momento attuale, mentre la stessa percentuale, ossia il 30%, la ritiene utile anche in futuro. 
Ai docenti abbiamo chiesto, poi, qual è stato il loro rapporto con la DaD, se cioè hanno cambiato modo di insegnare, solo alcuni aspetti o altro. 

Ecco le risposte dei prof: il 53% ha rivoluzionato completamente il modo di fare lezione e in effetti noi di Idee per la scuola l’abbiamo visto con professori che hanno usato app come Kahoot per le loro lezioni o con chi ha addirittura aperto un blog insieme agli studenti. Così come chi ha usato avatar con robot durante la DaD
Il 32% ha invece ha modificato solo verifiche ed esami, il 13% non ha fatto nessuna differenza tra DaD e modo di fare lezione in presenza, il resto non ha fatto DaD.

Autodidatti e con una passione per le app: ecco i prof in DaD

Ai prof non è certo mancato lo spirito di iniziativa: tra quelli che hanno risposto al nostro sondaggio ben il 60% ha iniziato da autodidatta per capire come integrare la propria didattica, il 19% ha cercato sul web esempi e idee utili per fare DaD. Il restante si divide tra chi ha atteso le linee guida del Ministero dell’Istruzione e chi, invece, usa il web da anni per trovare spunti.

E quali metodi hanno provato i prof per fare lezione in DaD? A “dominare” nel nostro sondaggio sono le app come ci ha confermato il 33,7% dei docenti che ha risposto al sondaggio. Non se le cavano male, però, neanche i video, preferiti dal 29,7% e i social media con il 18,8%. Seguono poi WhatsApp, scelto dal 13,9% degli insegnanti e le lezioni registrate dal 4%.

E a proposito dei social media, cosa ne pensa chi docente non è, riguardo al loro ruolo per intensificare il rapporto tra prof e studenti?
Il
51,6% pensa che i social influenzino negativamente, il restante 48,4% in positivo. 

Social media e didattica a distanza: cosa ne pensano i docenti

Sempre restando in tema social, abbiamo chiesto grazie all’app di Gimmelike, se Facebook, Instagram, TikTok e gli altri social network possono avere un ruolo nelle esperienze didattiche. Ecco le risposte di docenti e di chi non lo è: il 29% dice che non c’entrano nulla con l’insegnamento, stessa percentuale per chi dice sì, ma con un regolamento del Ministero, mentre il 28% dà una possibilità ma con un’educazione digitale condivisa.

Se i social vengono promossi con riserva, c’è da dire però che il 40% dei docenti pensa che si possa creare un rapporto empatico con gli allievi purché ci sia un differente approccio didattico, il 23% dice sì in generale mentre per il 22% la risposta è nettamente no.

Da questa risposta si intuisce come non ci sia una resistenza totale per la DaD, ma come questa possa portare ottimi risultati se ci si avvicina a essa con un approccio diverso che tenga conto del mezzo, certo, ma anche del momento. Così come delle specificità degli alunni, dei vari insegnamenti e della classe.

Tutte cose che i docenti che intervistiamo su Idee per la scuola hanno fatto e continuano a fare. Usando strumenti digitali per la didattica e guardando sempre alla scuola del futuro.

L'infografica con tutti i dati

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Di Cristina Maccarrone